Assicurazioni e Generazione Z: perché i giovani italiani restano lontani
Assicurazioni e Generazione Z: perché i giovani italiani restano lontani (e cosa può fare il settore per avvicinarli), nel post a cura di Tutto Finanza Personale
Nel panorama europeo, sempre più giovani iniziano a riconoscere il valore delle assicurazioni. Tuttavia, in Italia la Generazione Z – ovvero i nati tra il 1997 e il 2001 – mostra ancora un rapporto incerto e distante con questo settore. Secondo una recente ricerca di Deloitte, rielaborata da KTS Finance, solo il 59% dei giovani italiani possiede almeno una polizza assicurativa. Un dato ben al di sotto della media europea del 73%, che posiziona il nostro Paese in fondo alla classifica continentale.
Ma da cosa dipende questo distacco? E soprattutto: come possono le compagnie assicurative colmare questa distanza generazionale?
1. Una questione di conoscenza (e fiducia)
Alla base della scarsa adesione assicurativa da parte dei giovani italiani c’è, innanzitutto, una carenza informativa. Circa 7 Gen Z su 10 dichiarano di sapere poco o nulla sulle assicurazioni, e questa ignoranza si traduce spesso in diffidenza o disinteresse.
C’è anche un aspetto economico: molti giovani si trovano ancora in una fase instabile, tra contratti precari, studi universitari e redditi bassi. Inoltre, il 43% vive ancora con i genitori, riducendo così il bisogno percepito di autonomia finanziaria o di protezione patrimoniale.
2. Cambiano le priorità: assicurarsi sì, ma per cosa?
Contrariamente a quanto si possa pensare, la Generazione Z non è contraria al concetto di assicurazione. Anzi, molti giovani riconoscono che si tratta di strumenti utili (32%), necessari (35%) ed efficaci (28%). Il punto, però, è che stanno cambiando le aree di interesse.
I Gen Z mostrano attenzione verso polizze più in linea con il proprio stile di vita, come:
- coperture per dispositivi elettronici e digitali
- assicurazioni per animali domestici
- polizze su mezzi di mobilità sostenibile (monopattini, bici elettriche)
- protezione per attrezzature sportive e hobby
I grandi classici – casa, salute, vita – restano presenti, ma con un approccio diverso. Non basta il prodotto: serve che sia personalizzato, comprensibile e costruito sui loro valori.
3. Personalizzazione, sostenibilità e tecnologia: le richieste dei giovani
Uno dei messaggi più chiari lanciati dalla Gen Z alle compagnie assicurative è il desiderio di prodotti flessibili, trasparenti e sostenibili. Ad esempio:
- il 28% preferirebbe un’assicurazione casa con criteri green
- il 23% vorrebbe una polizza auto sostenibile
Rispetto alle generazioni precedenti, i Gen Z sono anche più attenti alla coerenza del brand, alla trasparenza delle condizioni contrattuali e alla presenza di tecnologie smart che migliorino l’esperienza d’uso (es. wearable per la salute, app intuitive, dispositivi per il monitoraggio dell’auto).
4. Il paradosso della relazione: digitali ma non troppo
Nonostante siano nativi digitali, quando si tratta di acquistare una polizza, i canali preferiti restano quelli tradizionali: agenti, broker e sportelli bancari. Ma cresce l’apertura verso nuove realtà: circa 1 giovane su 6 ha acquistato almeno una polizza da operatori esterni al settore, come e-commerce, banche digitali o insurtech.
Il messaggio è chiaro: i giovani sono aperti alla sperimentazione, ma pretendono fiducia, semplicità e supporto.
5. Prezzo, valore percepito e identità: cosa guida davvero le scelte
Quando valutano un prodotto assicurativo, i giovani italiani mettono al primo posto il rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, a differenza delle generazioni precedenti, non si focalizzano esclusivamente sul costo: cercano valore aggiunto, servizi inclusi, tecnologie utili e un’identità di brand con cui potersi identificare.
Un esempio? Il 31% dei Gen Z italiani si dichiara disposto a raccomandare un brand assicurativo, a patto di ricevere in cambio benefici tangibili, come sconti, premi o accesso a servizi esclusivi.
6. Una generazione in attesa di risposte (e di un’offerta più centrata)
La Generazione Z non è indifferente al tema assicurativo. È, piuttosto, in attesa di un’offerta che parli il suo linguaggio. Le compagnie che vorranno conquistare questo segmento dovranno superare la semplice digitalizzazione dei prodotti tradizionali e puntare su:
- educazione finanziaria mirata
- servizi flessibili e modulari
- valori autentici e sostenibili
- esperienze d’uso intuitive e coinvolgenti
Conclusioni
La Generazione Z rappresenta una sfida, ma anche un’enorme opportunità per il mondo assicurativo. Investire oggi su prodotti più comprensibili, trasparenti e coerenti con i bisogni reali dei giovani significa costruire un rapporto di fiducia duraturo, capace di generare valore sia per i clienti che per le compagnie.
In un mondo sempre più imprevedibile, proteggere ciò che conta diventa essenziale. E la Generazione Z è pronta a farlo, se trova chi è disposto ad ascoltarla davvero.
